14Giugno

1.1 L'isteria

Alla la fine del diciannovesimo secolo l'interesse della psichiatria dinamica fu orientato verso il fenomeno dell'isteria.
L'isteria era stata sempre considerata come una malattia straordinaria dai sintomi discontinui e spesso incomprensibili.

La maggioranza dei medici riteneva trattarsi di un disturbo tipicamente femminile, avente origine dall'utero.
A partire dal sedicesimo secolo, alcuni medici affermarono che la sede della malattia era nel cervello e che la si poteva occasionalmente rilevare anche in pazienti di sesso maschile. Secondo EllemmbSperger, lo studio obiettivo e sistematico dell'isteria iniziò quando il medico francese Briquet nel 1859, pubblicò il suo famoso Traitè de l'Hystèrie. ecialista di medicina interna, Briquet era stato messo a capo di un reparto per pazienti isteriche all'Hopital de la Charitè di Parigi.

In breve tempo egli scoprì che le pazienti erano molto diverse dal quadro che di esse si faceva comunemente, e che l'isteria non era ancora stata studiata nel modo corretto. In una decina d'anni, con l'aiuto dello staff dell'ospedale, egli svolse una ricerca su 430 pazienti isteriche.
Definì l'isteria come "una nevrosi cerebrale, le cui manifestazioni sono costituite principalmente da una perturbazione di quegli atti vitali che sono interessanti nell'espressione delle emozioni e delle passioni".
Scoprì che la frequenza dell'isteria nei due sessi era di un caso maschile ogni venti casi femminili, e attribuì tale proporzione alla maggiore impressionabilità delle donne.

Briquet si oppose decisamente all'opinione, allora la più diffusa, che all'origine della malattia vi fossero desideri erotici o frustrazioni sessuali (egli aveva rilevato che l'isteria era quasi inesistente tra le monache, mentre invece era molto frequente tra le prostitute di Parigi).
Attribuì molta importanza ai fattori ereditari (aveva rilevato che nel 25 percento dei casi le figlie di isteriche diventavano isteriche esse pure). inoltre trovò che l'isteria era molto più comune nelle classi inferiori che non negli strati sociali più alti, e che era più frequente in campagna che nelle città: egli giunge alla conclusione che l'isteria fosse causata da emozioni violente, da lunghi dolori, da conflitti familiari, da frustrazioni affettive, in persone predisposte e ipersensibili.

Charcot avrebbe poi fatto suo, a grandi linee, tale concetto briquetiano d'isteria. Intanto magnetizzatori e ipnotisti avevano raccolto una vastissima quantità di dati sull'isteria e sui rapporti con il sonnambulismo e con altre malattie magnetiche.

Si era giunti alla fine a ritenere che l'isteria fosse una grande sintesi di tutte le varie condizioni magnetiche. Il nuovo concetto poggiava sulle tre argomentazioni seguenti. Per prima cosa molte volte si poteva osservare come tali condizioni si presentassero unite, sia in pazienti non isterici sia in isterici.

Da tempo si sapeva che la letargia, catalessi ed estasi erano frequenti negli isterici. nel 1787 Pètetin sosteneva che la catalessi era solo una sottospecie dell'isteria.
Nel corso degli accessi d'isteria il paziente poteva mostrare in successione fasi letargiche, catalettiche, sonnamboliche estatiche, allucinatorie.
Si osservi anche come negli individui isterici si verificassero con molta frequenza casi di personalità multiple e lo scivolamento da una personalità all'altra fosse spesso preceduto da un accesso di letargia o da un'altra condizione magnetica. Per seconda cosa, condizione esattamente simili a tali quadri clinici potevano venire indotte per mezzo dell'ipnotizzatore, la stessa ipnosi era stata identificata fin dall'inizio come un sonnambulismo indotto in modo artificiale.
Si era anche mostrato come l'ipnotizzazione potesse dar luogo a stati di letargia, catalessi ed estasi, a certi di tipi di allucinazione, e a cambiamenti passeggeri di personalità era stato appunto scoperto nei casi di sedute ripetute d'ipnotismo.

Intanto però l'ipotesi che l'isteria derivasse dalla frustrazione degli istinti sessuali non era mai stata abbandonata completamente: essa continuò a rimanere molto diffusa non solo tra il pubblico, ma anche tra molti ginecologi e neurologi. Come abbiamo già detto, il concetto charcottiano d'isteria si era largamente ispirato a quello di Briquet, che si opponeva alla teoria sessuale dell'isteria. Charcot era d'accordo con lui nell'affermare che l'isteria non fosse, per se stessa, una nevrosi sessuale. Tuttavia egli riconosce che l'elemento sessuale svolgeva una parte estremamente importante nella vita delle pazienti isteriche: ciò si può vedere da una attenta lettura del libro sulla Grande Hystèrie del suo discepolo Paul Richer. Le allucinazioni e le azioni della paziente nel corso delle crisi isteriche - disse Richer - potevano essere delle ripetizioni di traumi psichici che la paziente aveva sofferto in precedenza, ma nella maggioranza dei casi esse si riferivano ad avvenimenti di natura sessuale. La stessa paziente poteva in altre occasioni avere allucinazioni di tipo immaginario. L'accesso isterico poteva anche esprimere desideri segreti della paziente, come accadde a una paziente di Richer che si era innamorata di un uomo che aveva visto una volta sola; nel delirio isterico la paziente esprimeva quei sentimenti che invece nascondeva nello stato normale.

Verso la fine del diciannovesimo secolo furono compiuti tentativi per mettere insieme la teoria sessuale, allora comune, dell'isteria con la teoria della personalità alternante che deriva dalla prima psichiatria dinamica. Nel 1887 Binet dichiarò: "Credo sia stato dimostrato esaurientemente, in generale come nella mente di un paziente isterico possano coesistere due stati di coscienza che s'ignorano reciprocamente". Nel 1889 egli affermò ancora : "il problema che vorrei risolvere è comprendere come e perché nelle pazienti isteriche, si verifichi una divisione della coscienza" Un ginecologo americano, A.F.A. King, tentò di dare una risposta. La chiave del problema -egli disse- stà nel fatto che vi sono due "dipartimenti" di controllo fisiologico dell'individuo: il "dipartimento autoconservazione" e il "dipartimento riproduzione". In taluni casi, la vita civile può negare alla donna la soddisfazione "dipartimento riproduzione". Il processo isterico esprime il funzionamento automatico di tale esigenza, e poiché tale processo non raggiunge la propria meta, esso continua a ripetersi per mesi e per anni. In appoggio alla propria teoria, King fornì una dettagliata analisi fisiologica della crisi isterica; per prima cosa - egli disse - anche se sono state accertate "centinaia di casi di isteria maschile", l'isteria è soprattutto un disturbo delle donne tra la pubertà e la menopausa, e in particolare delle donne che non riescono a soddisfare i propri desideri sessuali; gli accessi sono più frequenti nella primavera e nell'estate, nelle donne oziose che in quelle che devono lottare per l'esistenza. L'accesso non si verifica mai quando la paziente è sola. La paziente è apparentemente inconscia, ma in realtà non lo è affatto; nell'accesso essa non sembra malata; "la sua bellezza non ne viene sminuita", anzi molte volte essa risulta particolarmente attraente agli occhi maschili. Terminato l'accesso invariabilmente, la donna prova vergogna di quanto le è accaduto; la paziente ama attirare sulla sua situazione la simpatia e la comprensione altrui, ma quanta più gliene si dà tanto peggiorano le sue condizioni. In breve, si potrebbe dire con Polonia che "c'è il metodo nella sua follia"; tutta la situazione sembra essere orchestrata in quanto tale, e la donna "sembra recitare una parte". Tutto l'atteggiamento della donna ricorda un pò quello di chi si mette nelle condizioni di subire una violenza carnale pur apparentemente opponendosi ad essa. Il fatto che la paziente non sia consapevole della relazione che intercorre tra l'accesso e le sue esigenze sessuali è spiegato dalla teoria della personalità alternante.

All'inizio del 1896 Freud abbozzò la sua nuova classificazione delle nevrosi. Le nevrosi furono distinte in nevrosi attuali, la cui fonte è nella vita sessuale presente del paziente, e psiconevrosi, le cui fonti sono nella vita sessuale passata.

Le nevrosi attuali furono suddivise in nevrastenia, la cui origine specifica è la masturbazione, e nevrosi d'angoscia, la cui origine specifica è la stimolazione sessuale frustrata, particolarmente sotto forma di coitus interruptus. Le psiconevrosi furono suddivise in isteria e ossessioni. La causa specifica dell'isteria è l'abuso sessuale da parte di un adulto, subito passivamente nell'infanzia. Questi traumi spesso producono scarso effetto, e possono sembrare dimenticati fino alla pubertà, quando una minima causa riattiva l'impressione antecedente e agisce come un trauma attuale. L'etiologia specifica delle nevrosi ossessive è la stessa dell'isteria, con la differenza che il ruolo del bambino è più attivo, che egli prova piacere. Le idee ossessive sono semplicemente un autorimprovero in forma modificata. In questo modo Freud spiegava la prevalenza dell'isteria nelle donne e delle ossessione negli uomini.

Nello stesso anno lo scritto di Freud sull'Etiologia delle'isteria segnò un punto d'arrivo nella teoria dell'isteria alla quale aveva lavorato per dieci anni. La pietra angolare della sua teoria rimaneva l'ipotesi di Breeuer secondo cui l'isteria è determinata da esperienze traumatiche il cui ricordo riappare inconsciamente in modo simbolico nei sintomi della malattia, e che può essere guarita richiamando il ricordo alla coscienza. Basandosi su questo, Freud afferma ora che le cose sono notevolmente più complicate

Il trauma deve avere sia una qualità determinante (un nesso logico tra causa ed effetto) sia una forza traumatica (dev'essere in grado di provocare un'intensa reazione). La difficoltà consisteva nel fatto che nella ricerca del trauma spesso si scoprivano episodi o senza rapporto con i sintomi, o innocui. La difficoltà poteva risolversi con la spiegazione di Breuer che il trauma avvenisse durante uno stato ipnoide, ma Freud respinse questa teoria e suppose che i temi ricordati dal paziente fossero solo anelli in una serie e che dietro ad essi vi fossero traumi primitivi più formali. In realtà -disse Freud- non appena venivano svelate catene di ricordi, esse divergevano e convergevano in punti nodali, arrivando infine ad avvenimenti di natura sessuale nella pubertà. Qui sorgeva una nuova difficoltà, poichè tali avvenimenti della pubertà erano spesso di carattere piuttosto insignificante, tale da non giustificare che fossero causa di isteria. Freud ipotizzò quindi che gli avvenimenti della pubertà fossero soltanto le cause scatenanti che riattivavano ricordi incosci di traumi molto precedenti nell'infanzia e sempre di natura sessuale. In diciotto casi analizzati in modo completo Freud disse di aver scoperto che il paziente era stato vittima di seduzione da parte di una persona adulta del suo ambiente più vicino. Tali esperienze - disse Freud - non avevano lasciato al momento alcuna impressione evidente; l'effetto traumatico veniva riattivato da banali episodi nella pubertà anche se l'esperienza dell'infanzia rimaneva perduta nella la memoria.

Freud parlò di questa teoria come di una grande scoperta, definendola "la scoperta del caput Nili (sorgente del Nilo) nella neuropatologia". In contrasto con la "Comunicazione preliminare" del 1893, egli ora affermò di essere in grado di guarire non solo i sintomi dell'isteria ma anche l'isteria stessa. In realtà, solo un anno dopo, come si vede da una lettera a Fliess, dovette ammettere di essere stato sviato dalle fantasie dei suoi pazienti. Questa fu una svolta decisiva nella psicoanalisi: Freud scoprì che nell'inconscio è impossibile distinguere le fantasie dai ricordi, e da quel momento in poi non si occupò più tanto di ricostruire gli avvenimenti del passato svelando i ricordi repressi, quanto piuttosto dell'esplorazione delle fantasie.

Alla fine del diciannovesimo la soluzione al problema posto dall'isteria era cercata in due direzioni: dare all'isteria la dignità di una malattia come le altre, altrettanto definita e precisa nei suoi sintomi quanto un affezione neurologica (studi di Charcot), oppure dinanzi all'assenza di qualsiasi lesione organica, attribuire i sintomi isterici alla suggestione, all'autosuggestione, o perfino alla simulazione (linea di pensiero che sarà ripresa in modo sistematico da Babinski).Correva l'anno 1901 quando Joseph Babinski allievo prediletto di Charcot, in un convegno della Societè de Neurologie a Parigi lesse un intervento intitolato Definition de l'Hysterie, in cui proponeva una definizione puramente pragmatica dell'isteria. L'isteria egli disse è la somma complessiva dei sintomi che possono evocarsi mediante suggestione e allontanarsi mediante la controsuggestione (che egli definiva persuasione). Pertanto certi sintomi lamentati dai pazienti come la febbre isterica, le emorargie e così via non venivano considerati facenti parte del quadre isterico. Secondo Babinski l'isteria non era quindi niente di più che una particolare propensione a reagire positivamente alla suggestione e quindi egli raccomandava la sostituzione del termine "isteria" con il termine "pitiatismo". Il numero dei pazienti isterici declinava rapidamente e continuamente; in Francia si tendeva ad attribuire il fenomeno alle nuove concezioni di Babinski, ma poichè il fatto si ripeteva anche in altri paesi europei, ci si può chiedere se ciò non fosse dovuto all'azione di fattori sociali e culturali. Babinski contribuì dunque validamente al superamento della concezione dell'isteria di Charcot


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