Tesi

31Maggio

La posizione della donna nella religione ebraica

La reale posizione della religione ebraica riguardo alla donna può essere determinata solo alla luce di un'attenta analisi del testo biblico, da un lato, e dall'insieme di leggi rabbiniche che riguardano la condizione della donna ebrea, dall'altro.

Esaminando la legislazione ebraica, appare immediatamente che alla donna spetta (a parte il non piccolo compito della educazione spirituale dei figli nei primi anni di vita) il mantenimento del Kasherut e della "purezza familiare" (cioè il mantenimento di un corretto rapporto con il cibo e la sessualità), i due cardini su cui poggia l'intera religione ebraica; le due sfere dell'esistenza in cui è più facile per l'uomo permettere che la propria anima "divina" sia fagocitata dalla sua anima "animale".

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14Giugno

2.Lo sviluppo psicosessuale della donna

La storia della scoperta dello sviluppo psicosessuale della donna da parte di Freud e dei suoi più vicini collaboratori è lunga e tortuosa.
Occupando i primi trent'anni del ventesimo secolo e gran parte della ricerca psicoanalitica di Freud, essa rappresenta un'elaborazione di molte osservazioni disparate.

Le conoscenze sulla donna e quelle sulla sessualità preedipica ebbero una lenta evoluzione che passò attraverso vari stadi.
Nei Tre saggi sulla teoria sessuale (1905), la prima opera di Freud che contiene una esposizione sistematica dello sviluppo psicosessuale si studiaronol'infante e il bambino
Le sole deviazioni notate nelle femmine sono essenzialmente due: precoci inibizioni della sessualità (nella terminologia successiva definite come formazioni reattive contro la sessualità), come la vergogna, il disgusto, il rincrescimento ecc., e una maggiore passività delle componenti pulsionali.

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31Maggio

1.L'inconscio collettivo e gli archetipi

Per molti anni Jung si occupò principalmente dell'inconscio personale, benché sin dall'inizio non assegnasse ad esso un carattere puramente regressivo. Successivamente, nel corso dei suoi esperimenti (con il reattivo di associazione verbale), Jung si occupò dei complessi e ne rintracciò ogni possibile varietà, da quelli formati da un piccolo gruppo di rappresentazioni inconsce a quelli che costituivano casi completamente sviluppati di doppia personalità. Due erano le caratteristiche di maggiore rilievo: l'autonomia nello sviluppo dei complessi e la loro tendenza ad assumere la forma di una personalità (come si può vedere nei sogni, nello spiritismo, nelle attività medianiche, nei casi di possessione e in quelli di personalità multipla).

Il passo successivo fu rappresentato dalla nozione di "imago". Freud aveva sottolineato l'importanza e la durevole influenza delle relazioni dei bambini con i loro genitori; ciò che era importante non era la reale figura del padre o della madre ma l'immagine soggettiva che ne aveva il bambino. Jung propose di chiamare questa rappresentazione soggettiva imago, una parola ispirata al romanzo di Carl Spitteler.

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28Giugno

2.2 La Bisessualità

La bisessualità è un concetto introdotto da Freud nella psicoanalisi sotto l'influenza di Wilhelm Fliess secondo cui ogni essere umano avrebbe costituzionalmente delle disposizioni sessuali sia maschili che femminili, le quali si ritrovano nei conflitti che il soggetto prova per assumere il proprio sesso (Laplanche pontalis).
Freud mette in grande rilievo l'importanza della bisessualità.

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28Giugno

2.4 J.L.de Groot, H.Deutsche, M.Bonaparte

Jeanne Lampl de Groot insiste sulla questione dell'Edipo negativo della figlia.
Prima di giungere al desiderio "positivo" per il padre (desiderio che implica l'instaurarsi della "passività ricettiva"), la bambina ha fantasticato di possedere la madre estromettendo il padre, e cioè secondo le modalità "attive" e/o "falliche".
L'impossibilità di realizzare tali desideri provoca la svalorizzazione della clitoride, che non può sostenere il confronto con il pene.

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15Giugno

2.1 Stadio preedipico e complesso edipico nella femmina

Attraverso una analisi degli scritti di Freud sulla sessualità risulta non esserci alcuna importante differenza tra bambini e bambine nella fase preedipica.
Oggetto d'amore per entrambi i sessi è la madre; il padre è tanto oggetto di affetto e di ammirazione quanto di fastidio qualora interferisca nelle cure della madre per il bambino.
La zona sessuale direttiva del maschietto è il pene; quella femminile la clitoride.

Già nel 1905 Freud dice che, nell'infanzia, la clitoride è la zona erogena femminile equivalente al pene del bambino, e conseguentemente afferma che la sessualità genitale della bambina è di carattere maschile.
" L'attività autoerotica delle zone erogene è la stessa nei due sessi....Con riguardo alle manifestazioni sessuali autoerotiche e masturbatorie si potrebbe affermare che la sessualità delle bambine ha un carattere assolutamente maschile...e si potrebbe anche sostenere la tesi che la libido è come regola e come legge di natura maschile....".

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14Giugno

1.1 L'isteria

Alla la fine del diciannovesimo secolo l'interesse della psichiatria dinamica fu orientato verso il fenomeno dell'isteria.
L'isteria era stata sempre considerata come una malattia straordinaria dai sintomi discontinui e spesso incomprensibili.

La maggioranza dei medici riteneva trattarsi di un disturbo tipicamente femminile, avente origine dall'utero.
A partire dal sedicesimo secolo, alcuni medici affermarono che la sede della malattia era nel cervello e che la si poteva occasionalmente rilevare anche in pazienti di sesso maschile. Secondo EllemmbSperger, lo studio obiettivo e sistematico dell'isteria iniziò quando il medico francese Briquet nel 1859, pubblicò il suo famoso Traitè de l'Hystèrie. ecialista di medicina interna, Briquet era stato messo a capo di un reparto per pazienti isteriche all'Hopital de la Charitè di Parigi.

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31Maggio

1 La psicoanalisi alla fine del secolo scorso

Freud che visse e lavorò sempre a Vienna, ad eccezione dei primi anni e degli ultimi mesi della sua vita, sviluppò le sue teorie sull'eziologia sessuale delle nevrosi e sulla psicologia della donna in una città "libertina" sotto il profilo sessuale e in cui vi era un forte movimento femminista che faceva sentire già da tempo la propria voce.
Ma nessuno di questi due fattori è determinante per quanto riguarda il valore ultimo dei suoi concetti, dal momento che non serve a "spiegarli".

Uno dei motivi che determinano da parte dei più il rifiuto della psicoanalisi è quello di considerarla l'insieme delle fantasie di un uomo ancorato al proprio tempo e ad una determinata cultura.
In questo caso Freud viene considerato un "patriarca vittoriano", che condanna con gli occhi dell'Inghilterra puritana la licenziosa Vienna; oppure, altrettanto arbitrariamente, si sostiene che la sua "disgustosa" teoria che vede sesso dappertutto sia la conseguenza dell'avere vissuto in quella capitale cosmopolita, luogo di perdizione per l'intera Europa.

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28Giugno

2.3. Le tre coppie antitetiche

Durante l'intero sviluppo libidico esistono tre grandi coppie antitetiche che si mescolano, si superano e si combinano non arrivando mai a coincidere completamente e, infine, si sostituiscono una con l'altra.
L'infanzia e la fanciullezza sono caratterizzate dalle prime due coppie, l'adolescenza dalla terza.

Queste coppie sono: 1) attivo-passivo 2) fallico-evirato 3) maschile-femminile.

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28Giugno

3. I segni della femminilità

"Nella donna la repressione dell'aggressività, prescrittale dalla sua costituzione e impostale dalla società, favorisce lo sviluppo di forti impulsi masochistici, i quali come sappiamo riescono a legare eroticamente tendenze distruttive rivolte all'interno.
Il masochismo è dunque, come si suol dire, schiettamente femminile".

Sigmund Freud lo considera "essenza della natura femminile", ma nel quadro della teoria della bissessualità il masochismo femminile è (anche) una possibilità immanente ad ogni essere umano (Laplanche, Pontalis).

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