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26
Ottobre
2013

L'olio di pesce sui processi metabolici cellulari di tipo infiammatorio.

In un recente lavoro di ricerca Lee e coll. suggerirono possibili effetti degli acidi grassi contenuti nell’olio di pesce sui processi metabolici cellulari di tipo infiammatorio.
L’acido eicosapentaenoico (EPA), acido grasso polinsaturo a 20 atomi di carbonio , prodotto dal metabolismo dell’acido α-linolenico, si differenzia dall’acido arachidonico per la presenza di un doppio legame in più in posizione 17.


Esso rappresenta un buon substrato per la 5-lipossigenasi e compete con l’acido arachidonico per l’utilizzazione di tale enzima insieme al suo omologo acido docosaesaenoico ( DHA ).
L’incorporazione di acido eicosapentaenoico e di docosaesaenoico nelle membrane dei granulociti neutrofili è il presupposto fondamentale per il realizzarsi del meccanismo d’azione competitivo nei confronti dell’acido arachidonico.
Tale effetto comporta una ridotta sintesi di leucotriene B4 e la sintesi di un nuovo leucotriene B5 il quale non possiede alcun effetto flogogeno.
Gli effetti antinfiammatori dell’olio di pesce sono stati verificati su modelli animali, su coliti indotte nel ratto da acido trinitrobenzensulfonico.

Accanto agli effetti sulla cascata dell’acido arachidonico, gli acidi grassi omega 3 contenuti nell’olio di pesce, riducono i livelli circolanti e tissutali delle principali citochine flogogene (IL-1, TNFα) e limitano la sintesi del “platelet activating factor”, fosfolipide con potente azione flogogena.

Studi clinici preliminari eseguiti agli inizi degli anni 90 da Mc Call e Salomon hanno dimostrato che l’utilizzo di olio di pesce in soggetti con malattia infiammatoria cronica intestinale attiva, consente di ottenere una sensibile riduzione dello score di attività di malattia.

Hawthorne e coll. dimostrarono che una supplementazione di prodotti a base d’olio di pesce consentiva di ridurre sensibilmente il consumo di steroidi con remissioni cliniche più prolungate nel tempo, grazie alla dimostrata riduzione del leucotriene B4, leucotriene a spiccata attività flogogena. Belluzzi e coll. hanno studiato l’efficacia dell’acido eicosapentaenoico nel mantenimento della remissione in soggetti adulti con malattia di Crohn.
Tali autori hanno riscontrato che il 69% dei pazienti del gruppo controllo contro il 28% dei soggetti trattati con olio di pesce presentava recidive durante l’anno di follow up e che al termine dell’anno di osservazione il 59% dei trattati era ancora in remissione rispetto al 26 % del gruppo controllo (placebo).

Uno studio multicentrico pediatrico, randomizzato e a doppio cieco, condotto su un campione di 70 pazienti allo scopo di verificare l’efficacia di un trattamento aggiuntivo con acido eicosapentaenoico nel mantenere più a lungo la remissione clinica e migliorare lo stato nutrizionale, ha dimostrato che i pazienti trattati presentavano un numero di recidive nettamente inferiore rispetto al gruppo controllo trattato con placebo.
Si assisteva inoltre ad un miglioramento dei parametri nutrizionali. Tale studio conferma i dati già pubblicati nel paziente adulto e dimostra l’efficacia, in assenza d’effetti collaterali, dell’olio di pesce nel prevenire recidive di malattia infiammatoria cronica intestinale.

 

  • Tags: infiammazione

Categories: Trattamenti

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