20Agosto

Rimini la metà degli anni ’80

Il raduno non certo oceanico di amici, avveniva nel piazzale dell’Arco d’Augusto

Quelli dei ventenni italiani di allora erano comportamenti di tipo metropolitano espressione di una gioventù disimpegnata, ormai in pieno riflusso dai temi politici e socialmente impegnati che avevano caratterizzato il decennio precedente.

Il desiderio che li animava era solo quello di avere uno stile di vita basato sul divertimento, sul consumo, sull’apparire con al massimo come eventuale unico problema e cruccio quello di non riuscire a vestire con un abbigliamento abbastanza “griffato”, di marca.

Era quella infatti l’epoca delle prime televisioni commerciali sul modello di quelle americane, degli spot pubblicitari, dei programmi televisivi alla “Drive in” con il cambio generazionale da questi inesorabilmente prodotto, era l’epoca dei film commerciali dei fratelli Vanzina con il loro particolare “giovanilismo” ed umorismo, tipica espressione italiana di questo nuovo periodo.  Si viveva insomma “sopra le righe”.

Negli USA imperava nei giovani metropolitani dell’epoca il cosiddetto “edonismo reaganiano” espressione sociale di un vissuto caratterizzato da individualismo, da politiche neo-liberiste con riduzione delle tasse, privatizzazioni, liberalizzazioni che il presidente Ronald Reagan negli anni ’80 andava applicando. Venivano a tal fine utilizzate le ricette politico/economiche dei Chicago Boys, giovani economisti cileni formatisi negli anni ’70 presso l’Università di Chicago ed assunti in seguito dal governo Pinochet in Cile come esperti presso il ministero dell’economia.

A New York imperversavano le figure degli Yuppie (Young Urban Professional) giovani professionisti rampanti laureati nelle più prestigiose università statunitensi che abbracciavano i valori della comunità economico/finanziaria capitalista, nella quale trovavano la loro piena e compiuta realizzazione.

Era inoltre quello il periodo dell’accessorio ricercato sia nell’abbigliamento che nell’arredo, degli sport estremi, delle arti marziali particolari, delle vacanze in posti esclusivi e dei ristoranti di cucina internazionale con particolare attenzione a quella giapponese ed indiana.

In Italia i giovani emulavano questo stile di vita americano con la loro provinciale e nostrana "Milano da bere”. Il videoregistratore in casa era un bene tecnologico ormai consolidato.
Si diffondeva velocemente anche il Compact Disk prima audio poi anche video sempre più ad alta definizione.
Venivano fatte inoltre le prime sperimentazioni sull’utilizzo del computer e della rete con l’uso del  Commodore 64.

L’abbigliamento specie quello maschile per i giovani e giovanissimi italiani di allora era diventato ormai un culto.  
I giovani riminesi dell’epoca non facevano di certo eccezione.
La vestizione meticolosa e ricercata iniziava già dall’intimo.
I Boxer avevano preso definitivamente il posto delle mutande che ormai sapevano irrimediabilmente di grezzo.

Erano diffuse le calze Burlington estive ed invernali, con motivi scozzesi.
Dalle ragazze poi ti dovevi presentare solo con calze lunghe, guai ad avere quelle corte, se no loro ti tacciavano ed allontanavano subito come un povero bifolco d’altri tempi.
I pantaloni potevano essere dei jeans sdruciti ad arte, dei pantaloni di lana a tubo e d’estate pantaloni di cotone a colori desueti, sgargianti o a pastello.
C’erano poi le scarpe, le Timberland di cuoio in versione invernale ed estiva erano le più gettonate.
Avevano un cuoio così morbido e pastoso che dava piacere ingrassarle con l’apposito lucido.

Non venivano disdegnati neanche i mocassini di cuoio robusto.
D’estate invece si calzavano scarpe in tela colorata da barca, le più diffuse erano le Superga e le Vance e venivano usate non tanto in barca quanto quotidianamente
Le maglie erano polo a maniche lunghe e d’estate a maniche corte, di solito in tinta unita ed impreziosite dal logo dello stilista quale ad es. quello di Ralph Lauren.
D’inverno i giovani indossavano eleganti piumini  Ciesse e Moncler in piuma d’oca, abbigliamento questo prettamente maschile ma con modelli anche per ragazze.

Erano diffusi i giacconi Burberry di colore verde scuro ed anche le cerate genere marinaro Henri Looyd  prodotte in tutti i colori anche i più improponibili.
Quanti capi d’abbigliamento particolari e quante firme diverse c’erano quella volta ! L’ultimo tocco era quello riservato ai capelli.

Era d’obbligo infatti per i giovani dell’epoca l’uso del gel, per rendere i capelli più grossi e bombati.
Alla fine della vestizione così come richiedeva la moda di allora si usciva, sicuri di essere ovunque accettati.
A Rimini d’estate sotto l’ombrellone imperversavano i bermuda, le magliette firmate a manica corta, gli occhiali scuri in bachelite spessa che quando venivano tolti mostravano sotto di essi la presenza di uno sguardo giovanile lievemente strafottente.

A Rimini la sera sia d’estate che d’inverno c’erano i raduni oceanici nei bar spesso vicino al porto con successivo trasferimento in massa con le auto presso un altro locale magari a Riccione alta.
I ragazzi tra loro con frequenza si chiamavano con soprannomi non dialettali ma di ricercata caratura urbana.
Era inoltre di moda il discorso superficiale di gruppo spesso con battute demenziali e conseguenti risate collettive.

I giovani di allora non disdegnavano l’uso del sigaro oltre a quello della sigaretta, la cosa “faceva in”. Tra loro c’era qualcuno che teneva anche se ad intermittenza, atteggiamenti da “Fascio”.
Ma erano tutte pose provinciali artefatte senza veri contenuti ideologici rispetto a quelli della “Destra” degli anni precedenti.
Le auto posteggiate erano gippini vari il più diffuso dei quali era il Suzuki con una grande ruota di scorta posizionata posteriormente, coperta da un copri-ruota o di tela o rigido facente parte integrante quest’ultimo della carrozzeria.

Erano diffuse anche le auto di notevole cilindrata, molte erano station wagon. In quegli anni ’80 erano spesso le ragazze che si facevano avanti, negli anni precedenti invece le ragazze non si arrischiavano a tenere un comportamento così estroverso verso l’altro sesso ed eri tu che dovevi sempre rimboccarti le maniche per conquistarle.
A metà di quegli anni ’80 con i ruoli abbastanza invertiti, erano quindi i ragazzi che non vedevano l’ora di prendere i loro gippini ed evadere tra amici lontano dalle ragazze, facendo giri e gimcane varie spesso senza senso.
Alla fine degli anni ’70 gli incontri serali a Rimini erano invece completamente diversi.

Normalmente si usciva solo il sabato sera. Il raduno non certo oceanico di amici, avveniva nel piazzale dell’Arco d’Augusto. Le macchine dei ragazzi erano di solito delle FIAT 128 berlina, delle FIAT Ritmo, le ragazze potevano invece arrivare con delle Renault 4 metalizzate o con delle Autobianchi A112  un po’ datate. 
Si andava poi al pub o in locali da ballo non sofisticati.

Posted in Società, Written by Gaetano Dini, Visualizzazioni 5386,

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