04Giugno

Zohar

Editrice Atanor, Roma

Il Sepher Ha-Zohar o Libro dello Splendore, è attribuito a Rabbi Simeone ben Jochai ed a suo figlio  Rabbi Eleazar che lo avrebbero composto durante il soggiorno di 13 anni in una grotta ai tempi delle persecuzioni romane degli Ebrei,

nel II sec. d.C.. Altri critici attribuiscono il libro a Mosè de Leon, cabalista spagnolo del XIV sec. d.C.. E’ probabile invece che Mosè de Leon fece redigere il libro  riportando in forma scritta varie tradizioni storiche orali che riguardavano la dottrina segreta ebraica.

Le Sette Terre della dottrina ebraica corrispondono ai primi sette dei quattordici Manvantara della dottrina induista.

 

Mosè sul Monte Sinai - Svolgimento dell’Ascesa al cielo
Mosè penetrò nella nube e salì verso la montagna.
Dentro la nube gli apparve il primo angelo, cioè il primo ostacolo; era l’angelo QUEMEL,  capo di 12.000 angeli messaggeri. Mosè pronunciò allora il Nome Sacro composto di 72 lettere
che il Santo gli aveva comunicato quando era lui apparso dentro il Roveto ardente. Sentito il Nome, l’angelo arretrò di 12.000 leghe.

Mosè continuò il suo passaggio dentro la nube (allegoria della progressione mentale verso stati superiori) ed i suoi occhi dentro la nube rilucevano come carboni ardenti.
Incontrò un secondo angelo, più potente e glorioso del precedente, era l’angelo HADARNIEL.
Egli superava in grandezza gli altri angeli di 10.600.000 e la sua voce era così potente che penetrava nei 200.000 firmamenti che lo circondavano (allusione alle galassie della moderna astronomia).
Mosè, preso dal terrore, incominciò ad indietreggiare ma il Santo gli disse: quando ti sono apparso nel Roveto ardente e ti ho rivelato il Nome Sacro, non hai avuto paura e adesso invece tremi di fronte
ad un mio servitore? Mosè allora riprese coraggio e pronunciò il Nome Sacro (allegoria della difficoltà dell’ascesa mentale verso i segreti iniziatici). Sentitolo, l’angelo Hadarniel cominciò lui adesso
a tremare ed avvicinatosi a Mosè gli disse che il Santo gli aveva rivelato Misteri che non aveva mai rivelato a nessuno, nemmeno agli angeli superiori. L’angelo gli si affiancò allora come guida.

Durante il cammino dentro la nube i due vedono un fuoco immenso che sprigionava da un angelo di nome SANDALPHON. Questo angelo soggiornava in un territorio posto a 500 anni di cammino sopra i territori degli altri angeli (allusione all’ostacolo più potente da superare prima della visione finale). Hadarniel si ferma, in quanto rischia di essere consumato da quel fuoco. Rimasto solo Mosè non riesce più ad andare avanti con le sue forze; allora il Santo lo dovette porre davanti a se e guidarlo verso l’ascesa finale. (allusione questa al venir meno delle ultime tecniche meditative ascetiche possedute da Mosè che solo in virtù della grazia divina riesce ad ultimare il viaggio ascetico e contemplare i Misteri della Creazione).
Conquistato l’ascesa, il volto di Mosè ora riluceva dentro tutti i firmamenti.
Durante la ridiscesa dal monte Sinai, tutte le legioni celesti tremavano adesso davanti a Mosè.

Mosè ed i Profeti
Gli altri Profeti stanno a Mosè come la scimmia all’uomo. Gli altri profeti non potevano alzare il volto per guardare bene in alto e prostravano poi la faccia a terra con estremo terrore.
Mosè il profeta fedele, teneva invece la testa alta per ben guardare (significa che gli altri Profeti non erano penetrati a fondo nelle cose divine e dovettero fermarsi nel cammino dell’ascesi presi
da terrore mistico, Mosè invece percorse tutti i gradi ascetici immergendosi nella Verità).

Allora il Santo volle donare la Legge agli uomini.
Cominciò con il figli di Esaù (il popolo degli Edomiti). Si presentò allora al cospetto di Dio l’angelo SAMAELE, protettore di Esaù. Venuto a conoscenza l’angelo del contenuto della Legge che tra gli
altri comandi vietava l’assassinio, non accettò di ricevere la Legge in quanto il potere che l’angelo esercitava sul suo popolo, era basato proprio sul fascino di cui godeva l’azione violenta.
Venne allora l’angelo RAHT, protettore d’Ismaele. Saputo dal Santo che uno dei divieti era la fornicazione, non accettò la Legge in quanto tale divieto avrebbe dissolto ogni potere attrattivo che l’angelo esercitava verso gli Ismaeliti (gli Arabi, discendenti di Ismaele)
Fu allora che Dio consegnò la Legge ad Israele (significa che tra i vari popoli di allora, gli Ebrei erano gli unici veramente meritevoli di possederla).
Ogni parola contenuta nei Dieci Comandamenti (il Decalogo) si divise in 70 suoni e questi suoni apparvero agli occhi di Israele come altrettante luci scintillanti.

Così Israele udì e vide contemporaneamente e completamente la Grazia di Dio (allegoria della completa penetrazione nel tessuto interiore degli uomini di quei tempi delle verità divine che venivano vissute dentro di loro e non solo capite o solo seguite nei riti).

I due Mondi
Il Mondo è diviso in due parti, una è Invisibile, l’altra è Visibile.
La Manifestazione si è realizzata con i 6 Giorni Celesti nel Mondo dell’Invisibile ed ha prodotto le cose invisibili e con i 6 Giorni Terrestri della Creazione nel Mondo Visibile ed ha prodotto
le cose visibili.
In ognuno dei due Mondi c’è un Dio. Nel Mondo Invisibile regna Dio BERESCHITH, mentre nel Mondo Visibile regna ELOHIM, che è figlio di Bereschith.
(allegoria della Manifestazione Divina che si compone sia del Non Manifestato che del Manifestato).

Le Sette Terre
Dal Paradiso terrestre Adamo fu cacciato e relegato nella terra chiamata ERETZ (2^ terra) in cui dominano perennemente le tenebre. Adamo per benevolenza divina passò poi nella terra ADAMA
(3^ terra), terra coltivabile, in cui vi sono costellazioni visibili ed è divisa in giorni.
Gli uomini sono di alta statura, discendenti di Adamo in 130 anni di sua coabitazione con i demoni femmina (allegoria della caduta interiore del genere umano in cui cominciano ad affiorare elementi materialistici ed a componente sessuale). Gli uomini che vi abitano sono sempre tristi. A volte arrivano in volo nelle terre superiori dove soggiornano nella parte cattiva di queste (allegoria della capacità di riconquista interiore delle precedenti prerogative non ancora perdute da parte di questi uomini ma ormai la fase discendente è inesorabile). In questa terra sono nati Caino ed Abele. Compiuto il fratricidio, Caino fu cacciato
da Dio dalla terra Adama e mandato ad ARQA (4^ terra).

In questa terra si semina e si piantano alberi ma come nelle altre terre, non vi è né grano né le sette specie di frumento. Caino in questa terra generò figli. In questa terra abitano solo figli di Caino che si dividono in individui di alta statura ed individui di bassa statura. Entrambi i tipi umani hanno due teste; talvolta camminano sulla strada del bene, talvolta su quella del male (allegoria della frammentazione fisica delle razze; quella di alta statura mantiene ancora un retaggio fisico delle razze precedenti, razze di Titani e Giganti, quella di bassa statura ha invece perso questo retaggio. L’allegoria delle due teste può forse significare che entrambe
le razze hanno ancora la capacità mentale di connettersi con le dimensioni mentali proprie delle epoche precedenti). C’è poi la terra TZIA (5^ terra) che significa terra arida. Gli uomini che vi abitano sono belli e cercano sempre delle sorgenti d’acqua. Su questa terra vi sono grandi edifici e ricchezze.

Vi si semina molto poco e naturalmente non si coltiva grano e le sette specie di frumento.(allegoria: gli uomini sono belli in quanto fisicamente ricordano ancora le razze umane precedenti
ed in loro non è ancora scomparsa la sete di conoscenza delle cose divine, rappresentata questa dal voler cercare continuamente sorgenti d’acqua, intese qui come sorgenti di conoscenza).
La terra NESCHIA (6^ terra) il cui nome significa “Oblio” è abitata da nani sprovvisti di naso e che hanno solo due fori nel cranio da cui respirano. Loro caratteristica è di dimenticare tutto
quello che fanno (allegoria: ormai gli uomini che popolano la terra sono diventati numerosi e piccoli fisicamente rispetto alle razze gigantesche che li hanno preceduti; inoltre hanno perso la capacità dell’uso delle tecniche meditative e respiratorie proprie degli uomini delle epoche precedenti, per poter ascendere agli stati mentali superiori).

La terra GHE (7^ terra) significa “Inferno”. Essa si trova in posizione concentrica rispetto alle altre 6 terre. Gli abitanti di questa terra sono tutti maghi e saggi, seminano e piantano alberi (allegoria:
è questo il nostro Manvantara diviso in senso discendente nei suoi 4 Yuga. Gli uomini sono tutti saggi intendendo con questo l’importanza preponderante che viene data alle scienze esatte, al metodo sperimentale, alla teoria dell’evoluzionismo, avendo ormai questi uomini perso il contatto con la vera sapienza divina). Nelle ultime tre suddette Terre vivono fondamentalmente uomini colpevoli, avidi di denaro, abbondando infatti queste terre di oro e pietre preziose (allegoria ai valori materialisticiche dominano nella nostra epoca)

La terra THEBEL è invece la 1^ terra che domina sulle altre 6 terre e ne porta in se tutte le caratteristiche, essendo infatti divisa in zone distinte (allusione alla razza primordiale Hamsa da cui derivano tutte le altre razze umane). In questa terra si coltiva il grano, le sette specie di frumento ed i suoi abitanti vi mangiano il pane (allegoria alla compartecipazione alla Conoscenza divina).

Posted in Metafisica, Written by Gaetano Dini, Visualizzazioni 5030,

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