04Giugno

Gli stati molteplici dell'essere

Renè Guenon Edizioni Studi tradizionali - Torino

L’Infinito è ciò che non ha limiti.
Gli elementi di classificazione usati per studi di questo genere, sono il Numero, lo Spazio, il Tempo.
Questi parametri descrivono l’Indefinito. 
Questo Indefinito, che viene classificato comunemente come Infinito Matematico, è sempre riconducibile al Finito.

Quand’anche i limiti dell’Indefinito si allontanassero dal Finito sino ad essere persi di vista, cioè sino a sfuggire ai nostri normali mezzi di misura, l’Indefinito non sarebbe mai definibile
come Infinito.
L’Infinito di cui parliamo è invece definibile come Infinito Metafisico, cioè illimitato e privo di ogni determinazione. Il termine Infinito Matematico, restringe invece il concetto ad un dominio particolare e limitato, quello della quantità.
L’Infinito deve essere necessariamente incondizionato ed indeterminato poichè ogni determinazione è di per sè un limite. Il Limite è di per sè una negazione, cioè nega in un sistema tutto quello che non vi è compreso, tutto quello che ne resta fuori.

La negazione di un Limite è quindi la negazione di una negazione essendo questo matematicamente un’affermazione. La negazione di un Limite è in realtà un’affermazione di questo.
Ciò che non ha limite non ha in sè nulla che possa essere negato, contiene quindi ogni cosa e nulla esiste fuori di esso. Questo Infinito che descriviamo, deve essere rappresentato come un termine negativo a causa della sua assoluta indeterminazione.
Ogni affermazione diretta è infatti un’affermazione particolare e determinata.
(L’Assurdo in matematica e logica è ciò che implica contraddizione.
Si assimila quindi all’Impossibile mentre l’assenza di contraddizione definisce la Possibilità).
Il Tutto Universale cioè l’Infinito, è senza parti in quanto queste sono necessariamente relative e finite.
L’idea di una pluralità di Infiniti è un assurdo in quanto essi si limiterebbero l’un l’altro.
La Possibilità Universale è un aspetto dell’Infinito, dal quale non si distingue.

L’Infinito deve essere considerato l’aspetto attivo mentre la Possibilità Universale è l’aspetto passivo dell’Infinito. Si tratta di Brahma e di Shakti nella dottrina Indù.
Nella metafisica cinese l’Infinito è Khien (Perfezione Attiva), la Possibilità Universale è Khuen (Perfezione Passiva).
L’Essere invece non racchiude in sè tutte le possibilità e quindi non è identificabile con l’Infinito.

I Possibili (tra loro compatibili o Compossibili) rappresentano l’insieme di tutte le possibilità soggiacenti a condizioni comuni che formano un ordine particolare, un insieme determinato, compreso nell’Esistenza Universale. Un mondo è l’insieme dei Compossibili che hanno le stesse condizioni che lo determinano, costituendo questo uno dei gradi dell’Esistenza Universale.
Ci sono i Possibili che implicano una manifestazione ed i Possibili non manifestabili.
Esistono infatti sia le possibilità di manifestazione che le possibilità di non manifestazione.

La manifestazione è un insieme di mondi o stati condizionati che non possono esaurire la Possibilità Universale nella sua totalità.
Una possibilità di manifestazione non possiede alcuna superiorità su una possibilità di non manifestazione.
Negare che vi siano possibilità di non manifestazione significa limitare la Possibilità Universale.Tra le possibilità di manifestazione inoltre, ve ne sono di vari ordini.

Le possibilità di manifestazione e quelle di non manifestazione sono comprese nella Possibilità Totale.
L’Essere non è infinito perchè non coincide con la Possibilità Totale.
L’Essere comprende tutte le possibilità di manifestazione che si manifestano.
Al di fuori dell’Essere vi sono tutte le possibilità di manifestazione che non possono manifestarsi
e tutte le possibilità di manifestazione che possono manifestarsi e non sono manifestate.

Per designare quanto è fuori dalla manifestazione, bisogna ricorrere al termine di Non Essere.
Il Non Essere è al di la dell’estensione del Essere e lo ingloba e lo comprende.
Ma nè l’Essere nè il Non Essere presi singolarmente, rappresentano l’Infinito.
L’insieme di Essere e Non Essere sono l’Infinito e questo insieme è identico alla Possibilità Universale. L’Essere e il Non Essere formano quindi la Possibilità Universale.
L’Essere rappresenta le possibilità manifestate, il Non Essere il non manifestato.

Il non manifestato compreso nel Non Essere, contiene anche le possibilità di manifestazione che non si manifestano. Per manifestazione si intendono solo le possibilità manifestate, realizzate.
Nello stato di non manifestazione (sia il non manifestabile che il manifestabile non manifestato) tutte le cose sussistono eternamente nel loro principio.
Il Non Essere o non manifestato, ingloba l’Essere che è il principio della manifestazione.

Il Non Essere è lo Zero Metafisico che si manifesta nell’Essere o Unità.

Solo la non manifestazione possiede il carattere di permanenza assoluta.
L’Essere che è il principio della manifestazione, deve venire rapportato con il Non Essere in quanto il dominio del manifestato è la transitorietà e la molteplicità.
Gli stati di manifestazione dell’Essere corrispondono ai diversi gradi dell’Esistenza.
L’Essere rappresenta il principio della manifestazione, l’Esistenza Universale è la manifestazione dell’insieme delle possibilità che l’Essere comporta.
L’Essere comprende in sé l’Esistenza Universale e ne è metafisicamente superiore in quanto ne rappresenta il principio.
L’Esistenza Universale comprende la molteplicità dei modi di manifestazione che si realizzano ognuno secondo le proprie condizioni.
Ogni stato di manifestazione, corrisponde quindi ad un grado di manifestazione dell’Esistenza Universale. Questo grado di manifestazione comporta poi varie combinazioni di condizioni secondarie ed elementari. Ad esempio la condizione del corporeo, comporta tutti i momenti della sua esistenza, cioè il suo sviluppo temporale.

Nel Non Essere non può esservi molteplicità di stati in quanto ci si trova nel dominio dell’indifferenziato e dell’incondizionato.
Nel Non Essere non vi è molteplicità e neppure unità (propria dell’Essere) in quanto il Non Essere è lo Zero Metafisico. Esso è anteriore all’unità.
Lo Zero Metafisico non ha alcun rapporto con lo Zero Matematico che rappresenta un “nulla di quantità”.
La molteplicità, il manifestato deve essere rapportato all’unità, all’Essere che è il suo principio.

Quindi se l’esistenza che è il divenire, non viene ricondotta al suo principio di unità, rimane pura illusione. Dall’Unità intesa come suo principio, l’esistenza trae tutta la sua realtà.
L’Unità, l’Essere a sua volta non è il principio assoluto, traendo dallo Zero Metafisico la sua realtà.
L’Essere rappresentando la determinazione piu’ primordiale, non è il principio supremo di ogni cosa ma il principio supremo solamente della manifestazione.
L’Essere possiede la propria unità, l’Esistenza Universale nella sua unicità, è la manifestazione integrale delle possibilità dell’Essere. Né l’uno né l’altro con le proprie unità ed unicità impediscono la manifestazione dei gradi dell’esistenza sia nell’ordine generale e cosmico che
in quello delle esistenze particolari.

Posted in Metafisica, Written by Gaetano Dini, Visualizzazioni 6223,

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