01Giugno

L'Edda - Carmi Norreni

Sansoni Editore Introduzione Carlo Alberto Mastrelli

La maggior parte dei testi poetici dell’Edda è contenuta in un manoscritto islandese, il Codex Regius, trovato nel 1643 assieme ad altre pergamene dal vescovo Brynjolfur Sveisson
di Skalholt, nel sud ovest dell’Islanda.

Nel 1662 il re di Danimarca Federico III mandò in Islanda il suo storiografo, l’islandese 
Tormod Torfaeus, per raccogliere manoscritti, antichità varie. 
A lui il vescovo diede il prezioso manoscritto che da quell’epoca è conservato con cura nella Biblioteca Reale di Copenaghen ed è stato chiamato per uso scientifico Codex Regius.

L’Edda racconta che all’origine dei tempi vi era un grande abisso situato tra Niflheim a settentrione e Muspellzheim a meridione. In questo abisso si mescolavano incessantemente ghiaccio e fuoco. 
Dalla loro unione nacque il gigante Ymir. Questo gigante si nutriva del latte di una vacca mitica, Audhumla e generò da solo la stirpe dei giganti. 
La vacca Audhumla leccando le pietre coperte di rugiada salata, creò con quell’impasto un essere antropomorfo, Buri, il quale ebbe un figlio Bur che in unione con la gigantessa Bestla procreò Odino, Vili e Ve. Essi uccisero Ymir  e nel suo sangue affogarono tutti i giganti escluso Bergelmir che divenne il progenitore di una nuova razza di giganti. 
Gli dei all’interno dell’Abisso (Ginnungagap), con il corpo di Ymir crearono il mondo (Midhgardh).
Con la carne del gigante fecero la terra, con le ossa i monti, con il suo sangue il mare, con 
il cervello le nuvole, con il cranio il cielo che è sorretto ai suoi angoli da quattro nani. 
Infine con le scintille di Muspellzheim formarono il sole, la luna, le stelle. 
Dopo aver creato il mondo, gli dei crearono la prima coppia umana (Ask ed Embla) formandoli 
da due tronchi d’albero trovati in riva al mare. 
Per ultimo gli dei costruirono la loro dimora, Asgardh.
Fuori dal mondo abitato dagli uomini, il Midhgardh e dalla dimora degli dei, Asgardh, si estende 
il territorio di Utgardh, abitato ad oriente e settentrione dai giganti e dai demoni.
Sopra il Midhgardh si estende il Cielo e sotto c’è Hel, il regno degli Inferi. 
La parte più profonda ed oscura di Hel prende il nome di Niflhel. 
Gli dei che dapprima abitavano vicino agli uomini, si ritirano volontariamente nel lontano Cielo, dove viene costruita Valholl, sala sotterranea nella quale vengono accolti gli eroi morti in guerra. 
Tra il Cielo e la Terra si stende un ponte di collegamento, il Bilrost.

Un’altra cosmografia rappresenta il Cosmo sotto un immenso albero, l’albero cosmico Yggdrasil. Con le sue fronde l’albero tocca il cielo, con le sue radici raggiunge la terra degli uomini, quella 
dei giganti e gli Inferi. 
Ai piedi di quest’albero vi sono le tre fonti della vita e della saggezza, la fonte di Urdh, di Mimir 
e di Hvergelmir. 
L’albero è inoltre popolato da molti animali. Tra i suoi rami abita un’aquila e le sue radici sono 
rose da innumerevoli serpenti, tra cui Nidhhogg. 
Lungo il suo tronco corre uno scoiattolo, Ratatosk che provoca discordia tra l’aquila ed il serpente. Quattro cervi infine brucano le foglie dei rami di Yggdrasil.

I carmi norreni rappresentano la “koinè” islandese/norvegese, conservandone intatte le antiche tradizioni religiose ed eroiche, il paganesimo germanico pre-cristiano.
La dimensione magica che vi è contenuta, rappresenta il tentativo di penetrare il segreto delle forze della natura e dell’invisibile per mezzo di una tecnica particolare, quella delle rune.
La caratteristica di una  religione è invece quella di fondarsi sul riconoscimento devoto di un potere sottratto all’influsso dell’uomo.
La mitologia germanico/scandinava è da classificare nelle religioni senza libro, come lo sono 
le religioni pagane, questo nonostante l’Edda. 
Tuttavia l’Edda è un libro sacro per la materia trattata, divina ed eroica insieme, simile a quella dell’Iliade. 
L’Edda contiene il patrimonio comune delle genti germaniche, arte magica, conoscenza runica, comportamento degli dei, azioni degli uomini. 
Dapprima tramandati oralmente dagli scaldi, i poeti norreni, i racconti della tradizione nordico/germanica vennero in epoca medievale raccolti in forma scritta.

Personaggio centrale della mitologia germanica è Odino, chiamato Wodan nel mondo germanico meridionale. Figura magica, Odino conosce tutte le arti, sa assumere varie forme, sa piegare alle 
sue voglie le donne desiderate. 
La fonte di tante virtù, deriva dal possesso magico di formule potenti contenute nelle rune. 
Questa conoscenza e la capacità di vedere il futuro, il dio le ha ottenute accettando un martirio, rimanere appeso per nove notti all’albero sacro. 
Ha accettato inoltre la perdita di un occhio per acquisire il dono della sapienza. 
Odino ha come attributi una lancia (Gungnir), un cavallo con otto zampe (Sleipnir), due corvi (Munin e Hugin) che lo informano delle cose del mondo. 
Odino è principalmente dio della sapienza e della guerra. 
Odino prende parte alla creazione del mondo e della prima coppia umana (Ask ed Embla), 
così come alla distruzione del mondo nel ciclo finale. 
Ma la sua potenza non è assoluta. 
Anche se ha partecipato alla creazione del mondo ed è il signore degli Asi, anche egli è 
destinato a perire alla fine del mondo, divorato dal lupo Fenrir. 
Il lupo verrà poi ucciso da Vidhar, per vendicare il padre.
Altro dio nordico è Thor, identificato con Ercole e poi con Giove. 
Egli è il dio del tuono, come indica il suo stesso nome. 
La statura e la grande forza con cui può scagliare il suo martello (Miollnir) contro i giganti, 
sono le sue prerogative singolari. Il martello è stato fabbricato dal nano Sindri ed essendo 
un martello magico, una volta scagliato ritorna sempre nelle mani del dio. 
Thor possiede una lunga barba rossa, in cui si è veduto il simbolo del fulmine ed anche una caratteristica fisica dell’uomo nordico. 
La sua voce ha un timbro terribile e solo il dio Loki non la teme. 
I suoi occhi sono come braci che mandano bagliori che sgomentano. 
Thor è un grande bevitore e mangiatore, simile in questo al dio indiano Indra. 
Altro dio è Tyr che l’interpretazione romana identifica con Marte. E’ ricordato come compagno 
di Thor ed è monco, avendo perso una mano mozzatagli dal lupo Fenrir quando lui ed altri Asi cercarono di convincere l’animale a farsi incatenare. 
Dio antichissimo, misterioso e subdolo, è infine Loki, fratello di sangue di Odino, compagno 
di Thor e suo consigliere, talvolta infido. 
Loki ha infatti relazioni anche con i nani ed i giganti, relazioni che a volte si volgono a danno 
degli stessi dei. 

Figure arcane del mondo nordico sono i nani, di colorito pallido perché vivono sotto terra. Conoscono bene l’arte di battere i metalli e sono fabbri ed orafi esperti. 
La tradizione vuole che siano anche molto saggi, come il nano Alvis. 
I nani sono capaci di compiere metamorfosi e sono amanti di belle ragazze. 
Ad essi appartiene l’idromele della magia e della poesia. 

Di corporatura colossale sono i giganti. Il primo gigante è stato Ymir, di razza più antica degli stessi dei. I giganti sono anche molto sapienti ed Odino ha appreso dal gigante Mimir la sapienza runica.

Le valchirie, prima di essere vergini guerriere, sono state esseri annunciatori di morte.

Al di sopra di tutti v’è il Fato con la sua potenza personificata nelle Norne. 
Queste determinano il corso della vita ed assistono le partorienti. 
Il loro numero è imprecisato ma talora figurano in numero di tre come le Parche e le Moire. 
I loro nomi sono Urdh, Skuld, Verdhandi.

La rappresentazione cosmologica, escatologica, è compendiata nel primo carme dell’Edda, 
la Voluspa, con la visione del mondo dalla sua creazione alla sua fine. 
La Voluspa è il canto della Volva, l’Indovina. 
Quando il dio Baldr, paragonabile all’Apollo greco romano, dio della purezza, muore, la natura 
si sconvolge, il sole si oscura, le tempeste imperversano, i galli dei diversi regni, quello degli dei, dei nani, dei giganti, incominciano a cantare. E’ la fine del mondo, è il Ragnarok. 
Il lupo Fenfir si libera dalla catene ed il mondo precipita nella corruzione morale. 
Dei e demoni combattono tra loro. Odino affronta il lupo Fenfir ma ne viene divorato. 
Thor riesce ad uccidere il serpe oceanico ma fatti nove passi, muore anche lui. 
Il sole scomparirà, la terra sprofonderà nel mare e le stelle cadranno dal cielo. 
Ma una nuova era si avvicina. Il dio Baldr, risorto, la governerà al posto di Odino.

L’Edda poetica è composta da elementi mitologici, elementi eroici, con figure di eroi sia nordico scandinavi che prettamente germanici e da elementi gnomici, morali, consistenti in proverbi, sentenze, regole di vita che riflettono la dimensione quotidiana del mondo nordico di allora. 
Quindi mediante questo elemento gnomico, accanto alle figure del dio e dell’eroe si viene a porre anche la figura dell’uomo nordico comune.

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