01Giugno

Gli Indeuropei

Adriano Romualdi Edizioni di Ar Padova Unità linguistica

Nel 18° e 19° sec. d.C. vari studiosi notarono la rassomiglianza linguistica delle lingue europee antiche e moderne con la lingua sanscrita ed iranica.

Per definire questa unità linguistica, si parla di lingua indeuropea i cui due estremi geografici 
sono l’India e l’Islanda. 
Si parla anche di Arii che è la designazione comune che davano di se stessi gli Indeuropei che invasero l’India (nome da Indeuropei) e la Persia (chiamata Iran dalla parola Ariani). 
La stessa radice del termine si trova nell’estremo occidente europeo con il termine Aire che denomina l’Irlanda.

Mio inserimento
Flussi migratori di popoli indeuropei dalle regioni baltiche alla fine della seconda metà del 
III millennio a.C.

(Si nota in relazione all’insediamento in territori baltici degli Indeuropei come il nome di Danai, 
così chiamavano se stessi gli antichi Greci, sia rimasto alla Danimarca e come il nome di Latini 
sia rimasto alla Lituania e Lettonia).

Migrazione dei Germani (Scandinavia, Germania, Austria)

Migrazione dei Celti (Irlanda, Scozia, Gran Bretagna), dei Celtiberi (parte della Spagna), 
dei Celti Cisalpini (6° sec. a.C. in Gallia cisalpina cioè pianura padana e Piemonte)

Migrazione degli Italici in Italia [Umbri, Volsci, Albani (poi Latini), Sabini, Equi, Aurunci, Ernici, 
Ausoni, Marsi, Sanniti (divisi nelle tribù dei Carecini, Pentri, Irpini, Candini), Oschi (formati da Sanniti e Opici), Vestini, Marrucini, Frentani, Peligni, Pretuti, Sicani, Siculi ...
I Meesapi e gli Iapigi della Puglia erano popolazioni illiriche].

Migrazione degli Illiri (odierni Albanesi - Grecia settentrionale, Albania, parte di territori iugoslavi) 

Migrazione dei Frigi, Traci e Daci (rispettivamente in Bulgaria, Romania e Transilvania. 
Il nome Daci viene da Daos che in lingua frigia significava Lupo. 
Frigi dovevano essere anche gli abitanti che avevano colonizzato la zona di Troia dell’Iliade).

Migrazione dei Greci (prima gli Achei, poi Ioni, Eoli, Macedoni e Dori. I Dori arrivati per ultimi erano composti da tre tribù di cui una non greca ma illirica, razza similare, tribù questa chiamata degli Illei. Anche i Macedoni erano infiltrati con genti illiriche. Il termine Macedoni significava 
in lingua greca “gli altri” così come erano considerati i Macedoni dai Greci propriamente detti ).

Migrazione dei Baltici [Lettoni, Lituani, Prussi (questi poi scomparsi con le conquiste dei Tedeschi nel 13° sec. d.C.)].

Migrazioni degli Slavi (Polacchi, Sloveni, Croati, Serbi, Cechi, Slovacchi, Bulgari, Russi)

Migrazione in Anatolia (Hittiti, Lici, Lidi, Luvi, Palaici)

Migrazioni in Siria/Irak ( Gutei e Cassiti, tra il 2.200 ed il 1.700 a.C.)

Migrazione nel Turkestan cinese (Tocari e Cimmeri, giunti tra il12°/9° sec. a.C e descritti negli annali cinesi, come cinesi dagli occhi azzurri)

Migrazione degli Arii:

Popoli rimasti nelle steppe [Sciti, Sarmati, Alani, Osseti del Caucaso, Saci, Armeni (uomini nobili)]

Popoli emigrati in Persia [Medi (forse gli odierni Curdi) e Persiani. 
La Persia di oggi prende il nome di Iran, termine che contiene la radice Ario]

Popoli emigrati in Afganistan (non conosco i nomi - affini ai Medi e Persiani). 

Popoli emigrati in Pakistan ed India (Ariani propriamente detti. Nel Rig-Veda è conservato il ricordo di questa migrazione con la menzione di vari popoli che si fermarono prima dell’arrivo 
in Pakistan ed India. Questi popoli erano i Caspiani, gli Amardi, i Parni, i Parti, i Daii.
Gli Ariani, grandi, belli, dal naso dritto in India combatterono contro i Dasa o Dasju, piccoli, neri, senza naso cioè col naso negroide. Dall’Europa gli Ariani portano il simbolo della Svastica, termine sanscrito  composto da Su che significa Bene e da Asti che significa E’.
Il Rig-Veda ci descrive gli Indiani dell’epoca dell’invasione, come eroi pieni di gioia di vivere 
e di bere, con tratti che ricordano quelli degli eroi germanici. Indra è un dio guerriero e contadino con caratteri simili a quelli di Thor. Alcuni secoli dopo il loro stanziamento, questi eroi primitivi con la formazione delle caste si sono trasformati in cavalieri, così come ce lo descrive il Mahabharata. Sorge infatti con le caste un tipo eroico contraddistinto dall’appartenenza ad una certa elite, simile in questo agli Aristoi della Grecia omerica od ai cavalieri medievali dell’Occidente. L’aristocrazia contadina nordica trova qui il suo compimento.

Il Liguri dovevano essere una popolazione di Celti (il nome Liguria prende infatti il nome dal più importante dio celtico, Lug). I Liguri probabilmente seguirono rotte di migrazione proprie non seguendo la grande migrazione celtica.

Gli Etruschi, di razza bianca, o erano autoctoni appartenenti alla civiltà villanoviana e stanziati 
nelle odierne Toscana ed Umbria precedentemente all’arrivo degli Italici oppure potevano essere indeuropei provenienti in epoca imprecisata dall’Anatolia. 
Gli storici antichi li chiamavano infatti Lidi.

I Veneti potevano essere una tribù originariamente celtica (c’era infatti in Gallia all’epoca di Cesare, una tribù chiamata Veneti). Questa tribù può avere subito durante le sue migrazioni nell’Europa centrale, influssi slavi ed illirici.

La popolazione degli Hyksos che invase e conquistò l’Egitto nel 17° sec. a.C. era di ceppo indeuropeo anche se a questa si erano unite al fine della conquista, popolazioni semite.
L’invasione degli Hyksos che portarono il bronzo ed il cavallo, trasformò completamente la civiltà egiziana. Trattati hittiti del 1376 a.C. e quindi posteriori di tre secoli all’invasione della Siria 
e dell’Egitto da parte degli Hyksos, chiamavano questo popolo i Mitanni. 
Legami di sangue erano sorti tra gli Hyksos/Mitanni e le dinastie faraoniche. 
Amenophis III è figlio di una Mitanni ed anche sua moglie è una Mitanni. 
Suo figlio Echnaton ha infatti come madre la principessa Teje, dipinta con gli occhi azzurri.
Questo faraone è più indo-ariano che egiziano. Il suo misticismo a sfondo antisacerdotale 
e naturalistico, attinge alla religione aria del sole e del fuoco. 

Ripreso da libro di Romualdi

Tutti gli Indeuropei hanno conservato nelle loro tradizioni il ricordo della loro origine nordica.
Conoscevano la betulla, albero bianco del Nord, la quercia, il pioppo, le conifere. 
Conoscevano l’orso, il lupo, il cervo, il castoro. 
Vivevano in ambienti di foreste dove la radura che è il luogo in cui piove la luce in mezzo alla selva, è sacra alla divinità del cielo. Il termine latino Lucus che significa Luogo, è infatti connesso alla radice indeuropea LEUK, Luce, che indica il luogo in cui la foresta schiarisce, si illumina.

Mio inserimento

Intorno al 13.000 a.C. cominciò il grande disgelo.
Nel 10.000 i ghiacci si erano già ritirati a nord di Amburgo. 
Nel 9.000 era libera la terra attorno a Copenaghen. Nel 7.500 quella di Stoccolma. 
Si formò il Mar Baltico che divenne poi un lago (lago Ancylus) a seguito del sollevamento delle terre limitrofe, libere dal peso dei ghiacci. Infine per lo scioglimento degli ultimi ghiacci, si trasformò di nuovo in un mare mentre la piattaforma terrestre che univa l’Inghilterra alla Danimarca scomparve lentamente nei flutti.
Nel 4.500 a.C., inizio dell’età neolitica, sono già definiti gli stanziamenti in territori baltici delle popolazioni indeuropee.

(Secondo Romualdi i protonordici arrivarono nelle terre baltiche seguendo i branchi di renne 
che migravano al nord seguendo il formarsi della Tundra con il ritiro dei ghiacci).

(Altra ipotesi vede lo stanziamento dei popoli indeuropei, prima che si spostassero nelle zone 
baltico/scandinave, nelle zone dell’odierna Siberia, lungo la costa polare. 
Era zona quella che intorno al 15/10.000 a. C., godeva di clima temperato. 
Molte supellettili stimate a quel periodo sono state lì trovate con scavi archeologici vari).

Posted in Letteratura, Written by Gaetano Dini, Visualizzazioni 6118,

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