Calendula

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  • Calendula officinalis L.
  • Famiglia: Asteraceae
  • Parti utilizzate: fiori
Calendula

Indicazioni

  1. ferite e scottature
  2. stati infiammatori del cavo orale

Interazioni Farmacologiche

farmacovigilanza N.P

gli estratti idroalcolici di calendula aumentano il tempo di sonno da barbiturici

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Propietà

  • antiflogistico
  • Descrizione

    Pianta erbacea di 30-50 cm tipica della regione mediterranea.

    Costituenti chimici: flavonoidi (circa 0,4%) come iperoside; polisaccaridi; terpenoidi; un olio essenziale; ecc.
    Farmacologia: gli estratti di calendula favoriscono la guarigione delle ferite interferendo con le diverse fasi del processo cicatrizzante (emostasi, fase infiammatoria, fase proliferativa).

    Clinica: studi clinici randomizzati mostrano che l’applicazione cutanea di preparati di calendula riducono l’incidenza di dermatiti indotte da radioterapie e migliorano l’otite (Pommier e coll., 2004; Sarrell e coll., 2003).
    Tossicità: la calendula è ben tollerata.
    Modalità d’impiego: si consiglia l’applicazione di unguenti contenenti il 2- 5% di droga secca.

    La calendula viene utilizzata sotto molte forme (infuso, succo, decotto, vino di calendula) sia internamente che esternamente.

    Le vengono attribuite diverse proprietà (antisettica, antinfiammatoria, cicatrizzante, diaforetica ecc.).
    calendulaUtilizzata internamente viene consigliata per trattare disturbi dell'apparato gastrointestinale quali, per esempio, colite, gastrite, morbo di Crohn, ulcera peptica ecc. Ovviamente l'azione della calendula è di mero supporto alla terapia tradizionale;

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